1° INTERVENTO

Si sente spesso parlare di “democrazia”, specialmente in questa epoca di trambusto politico e sociale. Sovente i titoli di giornali mettono alla ribalta questa parola, ma dietro a questo termine cosa c’è? Cos’è di preciso la “democrazia”? Cosa significa?

Se dovessero farvi questo tipo di domande, quale risposte dareste?

Innanzitutto la parola “Democrazia” deriva dal greco demokratia composta da demos, che significa popolo e da kratos, che significa potere, quindi se lo traduciamo in italiano otteniamo “potere del popolo”. Allora alla luce di tutto ciò possiamo enunciare che le democrazie devono essere dei sistemi politici, nei quali è il popolo che comanda, che prende decisioni. A questo punto però, dobbiamo porci altre domande, ovvero chi è il popolo? e come è possibile attribuire potere decisionale al popolo, per permettergli di “comandare”?

Nel corso della storia la parola demos, quindi popolo, ha avuto diverse interpretazioni e sfumature di significato.

I greci hanno attribuito alla parola quattro diversi significati: plethos che intende la totalità dei cittadini, hoi polloi pari a “i molti”, hoi pleiones pari a “i più”, e ochlos pari a “la folla”. Il problema di una possibile spiegazione di demos si complica parecchio, perchè chi definisce “i molti” o “i più” o “la folla”?

Oggi questa difficoltà di ragionamento è stata semplificata dall’introduzione di “maggioranza assoluta” e “maggioranza relativa”. La prima attribuisce tutti i diritti ai più, mentre attribuisce nessun diritto ai meno. La seconda invece, la “maggioranza relativa”, attribuisce diritto di comando ai più, nel rispetto dei meno, quindi il popolo (demos) è una maggioranza o assoluta o limitata.

E’ ovvio che una “democrazia” per funzionare si deve ispirare al principio di “maggioranza relativa”, quindi certo il diritto di comandare, ma nel pieno rispetto dei diritti delle minoranze.

Dopo aver definito “il popolo”, è necessario per poter proseguire, porci una seconda domanda: il potere che cos’è? Quindi il kratos che cos’è? Potremmo dire che il potere di un individuo serve a obbligare un altro individuo a comportarsi in un determinato modo. Questo ragionamento ha ragion d’essere se analizzato tra singoli, ma tra più individui il ragionamento si complica, anche di parecchio. Il popolo ha potere su chi, se io individuo ho il diritto di comandare un’altro individuo che anch’esso fa parte del popolo? La risposta è: potere del popolo sul popolo.

Quindi il popolo trasmette il potere verso il vertice di un sistema democratico, che a sua volta riscende verso il popolo, quindi esso è prima governante e poi governato. Certo è che questo processo di trasmissione del potere deve essere controllato, questo avviene attraverso la Costituzione, altrimenti il “governo sul popolo” rischia di non aver nulla a che vedere con il “governo del popolo” (Vi ricordate un mio precedente articolo dal titolo: “Costituzione, Giustizia e Politica”, potete rileggerlo).

Fra un po’ vedremo di affrontare la domanda: che cos’è la democrazia?….

Andrea Sironi

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2° INTERVENTO

Ora, dopo aver spiegato ed individuato, a grandi linee ovviamente, il significato etimologico di “democrazia”, dobbiamo capire cosa effettivamente sia. Esistono due approcci diversi, uno potremmo definirlo come l’individuazione della democrazia per quello che realmente è, l’altro invece l’individuazione dell’idealità della democrazia.

Ad esempio possiamo portare un pensiero di Alexis de Tocqueville, il quale paragonò due democrazie, quella Inglese (realista) e quella Francese (idealista): << Mentre in Inghilterra quelli che scrivevano di politica e quelli che la facevano vivevano insieme la stessa vita…. in Francia il mondo politico restò nettamente diviso in due zone non comunicanti. In una si amministrava; nell’altra si formulavano i principi astratti…. Al di sopra della società reale…. si costruiva a poco a poco una società immaginaria, nella quale tutto appariva semplice e coordinato, uniforme, equo e razionale>>.

Certo è, che gli ideali in una democrazia sono un fattore molto importante, quindi in essa devono convivere sia l’aspetto realista che idealista. L’ideale in sè, ci spinge a migliorare la realtà che viviamo, che percepiamo, è promotore di attività volte al futuro, alla sua stessa progettualità.

Fra realtà e idealità, il popolo, che come detto precedentemente è prima governante e poi governato, è l’attore principale di una democrazia. Le sue opinioni sono di primaria importanza, l’opinione pubblica è la base che sorregge tutto l’impianto di una democrazia. In ogni materia esiste una opinione pubblica, in questo caso il suo oggetto principale è il bene pubblico.

Da qualche anno a questa parte, è da dire che l’interesse alla collettività è diminuito enormemente, la gente non si interessa molto di politica, un riflesso che può dare delle preoccupazioni, anche se in una democrazia elettorale non si decidono le questioni, ma chi a sua volta dovrà deciderle, ci si accontenta dunque di un popolo che sappia scegliere chi dovrà decidere.

Nella democrazia come partecipazione, si ha l’idea dell’esistenza di un cittadino, che in proprio possa decidere le questioni attraverso appunto la partecipazione, la quale deve nascere spontaneamente, non “imposta” dall’alto. Sul tema “partecipazione” non mi dilungo troppo, in quanto già trattato precedentemente nella rubrica “Viaggio a tappe: cittadini e politica”.

La democrazia elettorale con l’opinione pubblica e la partecipazione attribuiscono alla politica orizzontalità, ma subito di fianco abbiamo la verticalità ovvero chi comanda e chi viene comandato, la forma gerarchica prende dunque forma, proprio in questo particolare punto confluiscono le critiche maggiori alla democrazia, dove, in modo evidente, il comando della maggioranza si trasforma in comando di minoranza.

Questo avviene perchè il termine “maggioranza” ha diversi significati. Democrazia è comando della maggioranza, intesa non che il numero maggiore governa e il minore sia governato, bensì che essa si sottoponga, nel decidere, alla “regola maggioritaria”.

Il popolo elegge dei rappresentanti, che a loro volta eleggono un governo, che a sua volta ancora elegge un “capo”. Allora il governo non è più del popolo? Una sola persona che comanda? No, perchè la democrazia non attribuisce mai tutto il potere ad una sola persona, lo distribuisce fra maggioranza e minoranza.

Fra un po’ il 3° intervento….

Andrea Sironi

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