Il dado è tratto. Mario Monti – presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg – diventerà, ormai quasi certamente, premier del nuovo Governo “tecnico”.

Alla fine il sistema finanziario, supportato dal mondo politico, non si capisce bene se lucidamente o no, è riuscito ad imporsi, un suo fedele rappresentante gestirà la ormai diventata “cosa privata”, la Repubblica Italiana, fatta e strafatta da interessi di una minoranza imperante che ha scippato ancora una volta la Democrazia.

La paura oltre che a fare novanta, sta permettendo lo svolgersi di eventi che stanno neutralizzando magistralmente il potere decisionale del popolo, fortemente plagiato dal “default”. A tal proposito, in un articolo apparso ieri sul quotidiano “La Repubblica”, veniva raccontato addirittura che nel giro di poche settimane non sarebbe stato più possibile recarsi al bancomat ad effettuare un prelevamento, tutto congelato dal fallimento.

Il “terrorismo” giornalistico che tifa l’avvento di un nuovo famigerato berlusconismo serve a generare consenso, serve ad alimentare il grande bluff che ci stanno propinando.

A supporto di ciò, un recente sondaggio promosso da “Demopolis” - riguardo la percezione dell’opinione pubblica nazionale sul tema della crisi finanziaria europea – ha fatto emergere che il 56% degli italiani crede che il rischio di essere una nuova Grecia è concreto, il 33% è consapevole delle profonde difficoltà che stiamo attraversando ma ritiene il nostro Paese ancora solido, ed infine 11% non risponde o non sa.

Alla fin fine la paura genera consenso, e loro lo sanno.

Andrea Sironi

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