Riflessioni sparse a Sinistra

Il blog di Andrea Sironi

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Notizia recente, che vale la pena ricordare, è l’idea del deputato Pdl, Fabio Garagnani, che prevede la sospensione dall’insegnamento a tutti gli insegnanti che faranno propaganda politica o ideologica nelle scuole. Cosa si intenda per propaganda non è per niente chiaro, e invece chiarissimo l’intento antidemocratico di esternazioni di questo genere.

Questa notizia si ricollega ad un convegno svoltosi a Moniga del Garda nel mese di luglio dello scorso anno, più precisamente il congresso inaugurale di “Liberamente”, fondazione del centrodestra che si riconosce nel pensiero e nell’azione di Silvio Berlusconi, fondatore e leader indiscusso di Forza Italia e del Pdl.

L’obiettivo di tale fondazione, ideata dai ministri Mariastella Gelmini, Sandro Bondi e Franco Frattini, è di portare il “berlusconismo” a scuola, affiancando e potenziando così l’azione riformista (come dicono loro) del Premier.

Con “Liberamente”, il percorso intrapreso dal centrodestra ha una portata strategica destinata ancora una volta a destabilizzare il già traballante e superficiale sistema culturale italiano, “l’ottimismo imprenditoriale”, così in molti definiscono il “berlusconismo” non è, e non deve essere il futuro di questo Paese, che sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori, più bui, nel quale intravedere uno spiraglio di luce è veramente una impresa ardua.

Il modello politico imposto da Berlusconi ha distrutto le fondamenta della nostra Repubblica, svuotando da ogni significato le istituzioni e ciò che esse rappresentano, questa non è retorica del pessimismo come spesso si è accusati di fare, è semplicemente una espressione di ciò che ogni giorno passa sotto i nostri occhi e che spesso non riusciamo a distinguere.

Il “berlusconismo” è semplicemente una scatola vuota, che ha prodotto regresso politico, culturale e sociale, ci ha resi tutti più poveri, più indifferenti, più superficiali, un grande “mostro mite” che ha prodotto una società più dura con i deboli, ha diffuso una cultura dell’illegalità, ha snaturato le funzioni pubbliche dello Stato, ha modificato a proprio piacimento il ruolo del sistema giudiziario.

Gli ultimi pericolosi risvolti del “berlusconismo”, che si possono portare come esempio sono: uno, il tentativo di censurare la libera informazione, “imbavagliandola”, costringendoci a non capire quello che è giusto e quello che è sbagliato; due, le recenti nomine di inutili sottosegretari; tre, gli attacchi alla magistratura.

La concezione, che questo modo di governare ha, non dovrebbe certo entrare nelle scuole, anzi, dovrebbe essere derubricato come un non più tollerabile attacco ai principi della democrazia incarnata nella Carta Costituzionale.

Andrea Sironi

Nuovamente sotto attacco la scuola pubblica, il capo del Governo Italiano non ha usato mezzi termini per delegittimarla, celebrando così le scuole private ed il loro insegnamento. A detta del premier, libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori.

Parole tremende, ancora di più se pronunciate da chi dovrebbe difendere e favorire una cultura capace di insegnare valori condivisi ad un intero Paese. La scuola pubblica ed i suoi insegnanti subiscono ogni giorno schiaffi da parte della compagine governativa, deputata esclusivamente allo smantellamento del senso e della sostanza del sapere. I continui tagli alla spesa si traducono in tagli sui diritti, ad esempio per i tanti bambini esclusi dalle scuole d’infanzia, ai quali si somma un’impreparazione all’accoglienza dei tanti studenti stranieri.

Pensare di  perdere la scuola pubblica, significherebbe perdere un bene comune che aggraverebbe ancora di più il disorientamento e la coesione ideale e civile dell’intera società. Le ultime riforme non hanno fatto altro che minare il diritto costituzionale di una scuola di qualità per tutti, rompendo quell’argine alla deriva antidemocratica.

Vorrei ricordare al Premier che grazie alla scuola pubblica e a chi crede ancora in essa, vengono trasmessi quei valori che sono propri di una società civile e democratica, proprio nella scuola pubblica vengono insegnate la libertà di pensiero, la tolleranza e soprattutto la capacità di interpretare con giudizio critico tutto ciò che accade intorno ai giovani studenti.

Berlusconi d’altronde, riesce come sempre a mettere in atto un programma decisamente destabilizzante, utilizzando il comune denominatore che tiene insieme la società di oggi, ovvero la Tv. Grazie ad essa riesce a penetrare nelle coscienze, portando lo spettatore dove lui vuole. Di fronte alla enormità di problemi che la società oggi vive, vengono contrapposte tematiche che nascondono l’intera realtà, il “berlusconismo” è stato capace di occupare ogni istante del nostro tempo libero, e le persone sono molto più facilmente plagiabili nei momenti del rilassamento e del divertimento che nei momenti di costrizione.

La nostra società, specialmente oggi, preferisce trovare soluzioni contingenti invece di pensare e progettare una alternativa alle difficoltà, questo aggrava oltremodo il senso della quotidianità, e attacchi ad un bene comune quale è la scuola pubblica porterà tutti inevitabilmente verso un vicolo cieco, verso una divisione ancora più marcata, fra chi auspica ad una veloce privatizzazione della cultura e chi invece vorrebbe una scuola pubblica molto più forte e molto più sostenuta.

Andrea Sironi

Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, a difesa della scuola.

Parole da ascoltare con attenzione, parole che danno forza e senso ad uno Stato, oggi purtroppo delegittimato da una politica non più in grado di gestirlo.

Perdere la scuola pubblica, significherebbe perdere un bene comune che aggraverebbe ancora di più il disorientamento e la coesione ideale e civile dell’intera società.

Facciamole nostre, è importante.

Andrea Sironi 

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Nel sistema scolastico italiano, purtroppo non sono poche le incertezze, i dubbi, le preoccupazioni che gravano sugli insegnanti, sugli studenti, sugli enti locali e sulle famiglie che, affrontando notevoli sacrifici economici, confidano nel sistema dell’istruzione quale snodo imprescindibile nella preparazione alla vita dei propri figli.

Dobbiamo mobilitarci per far si che le istituzioni, una volta per tutte, si impegnino a sostenere, ma soprattutto rafforzare il basilare settore dell’istruzione pubblica, garantendo la libertà d’insegnamento e diritto ad un’istruzione che offra pari opportunità per tutti, anche per chi scelga o abbia necessità di entrare nel mondo del lavoro.

Le istituzioni dovranno sempre più difendere una scuola pubblica in cui aumentano le difficoltà, in cui crescono gli iscritti in ogni ordine e grado ma calano gli insegnanti, a partire da quelli di sostegno per i ragazzi diversamente abili. Incredibile per qualsiasi Paese che si possa definire “moderno”.

I continui tagli alla spesa si traducono in tagli sui diritti, ad esempio per i tanti bambini esclusi dalle scuole d’infanzia, a tutto ciò si somma un’impreparazione all’accoglienza dei tanti studenti stranieri.

Sono convinto nella necessità di finanziare interventi di inserimento dei ragazzi stranieri nella scuola in quanto l’integrazione nasce proprio sui banchi scolastici, è lì che nasce la tolleranza, è lì che nasce una società multietnica e coesa, è lì che nasce un futuro di Pace.

Credo che la nostra scuola sia un sistema forte, e sono convinto sia capace di reagire alle difficoltà, ma che abbia diritto ad essere considerata come merita, non solo per il bene del sistema educativo, ma per il futuro stesso della nostra società.

A noi spetta l’importante compito di riproporre con più forza e determinazione queste tematiche, così centrali nella vita di ognuno di noi, tanto da influenzarne fortemente il futuro.

Andrea Sironi