Notizia recente, che vale la pena ricordare, è l’idea del deputato Pdl, Fabio Garagnani, che prevede la sospensione dall’insegnamento a tutti gli insegnanti che faranno propaganda politica o ideologica nelle scuole. Cosa si intenda per propaganda non è per niente chiaro, e invece chiarissimo l’intento antidemocratico di esternazioni di questo genere.
Questa notizia si ricollega ad un convegno svoltosi a Moniga del Garda nel mese di luglio dello scorso anno, più precisamente il congresso inaugurale di “Liberamente”, fondazione del centrodestra che si riconosce nel pensiero e nell’azione di Silvio Berlusconi, fondatore e leader indiscusso di Forza Italia e del Pdl.
L’obiettivo di tale fondazione, ideata dai ministri Mariastella Gelmini, Sandro Bondi e Franco Frattini, è di portare il “berlusconismo” a scuola, affiancando e potenziando così l’azione riformista (come dicono loro) del Premier.
Con “Liberamente”, il percorso intrapreso dal centrodestra ha una portata strategica destinata ancora una volta a destabilizzare il già traballante e superficiale sistema culturale italiano, “l’ottimismo imprenditoriale”, così in molti definiscono il “berlusconismo” non è, e non deve essere il futuro di questo Paese, che sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori, più bui, nel quale intravedere uno spiraglio di luce è veramente una impresa ardua.
Il modello politico imposto da Berlusconi ha distrutto le fondamenta della nostra Repubblica, svuotando da ogni significato le istituzioni e ciò che esse rappresentano, questa non è retorica del pessimismo come spesso si è accusati di fare, è semplicemente una espressione di ciò che ogni giorno passa sotto i nostri occhi e che spesso non riusciamo a distinguere.
Il “berlusconismo” è semplicemente una scatola vuota, che ha prodotto regresso politico, culturale e sociale, ci ha resi tutti più poveri, più indifferenti, più superficiali, un grande “mostro mite” che ha prodotto una società più dura con i deboli, ha diffuso una cultura dell’illegalità, ha snaturato le funzioni pubbliche dello Stato, ha modificato a proprio piacimento il ruolo del sistema giudiziario.
Gli ultimi pericolosi risvolti del “berlusconismo”, che si possono portare come esempio sono: uno, il tentativo di censurare la libera informazione, “imbavagliandola”, costringendoci a non capire quello che è giusto e quello che è sbagliato; due, le recenti nomine di inutili sottosegretari; tre, gli attacchi alla magistratura.
La concezione, che questo modo di governare ha, non dovrebbe certo entrare nelle scuole, anzi, dovrebbe essere derubricato come un non più tollerabile attacco ai principi della democrazia incarnata nella Carta Costituzionale.
Andrea Sironi














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